Appena laureato presso il Politecnico di Milano, ho iniziato a collaborare con il professor Pier Federico Caliari con il quale in occasione del 53° Salone Nautico di Genova ho esplorato il mondo della modellazione tridimensionale e della prototipazione rapida per la creazione di modelli storici di imbarcazioni con la tecnica della stereolitografia.
Da qui si é aperto un mondo nuovo che mi ha portato immediatamente al corso di studi del M.A.D.I. Grazie agli insegnamenti acquisiti ho avuto l’opportunitá di praticare un esperienza di tirocinio poi trasformatasi in collaborazione di due anni presso lo studio olandese MVRDV. Qui son venuto a contatto con quell’architettura da sempre vista dal “di fuori” e totalmente diversa dal “sistema classico” italiano. Con l’aiuto del responsabile del team, ho esplorato il mondo della visual art architettonica approfondendo così tutto ciò che il M.A.D.I. mi aveva dato.
Ora, tornato in Italia, ho deciso di intraprendere nuove esperienze lavorative e, avendo conseguito l’abilitazione alla professione, da circa un mese lavoro presso lo studio David Chipperfield Architects a Milano.
Il tema della visualizzazione credo, sia fondamentale ed inseprabile dall’aspetto compositivo-progettuale, costituendo il verbo per la comunicazione del progetto; già Frank Lloyd Wright con le sue viste prospettiche inserite nelle tavole di progetto focalizzava l’attenzione del cliente, Mies van der Rohe mostrava i suoi progetti con sintetici collage, Aldo Rossi teorizzava i suoi capisaldi con fantastici quadri fino a considerare poi Madelon Vriesendorp che concretizzava i pensieri di Rem Koolhaas per OMA con diagrammi unici.
In conclusione l’architettura da sempre viene trasmessa con immagini: questo non importa se siano fisiche o virtuali, ciò dipende dal periodo storico vissuto; fondamentale è dunque conoscesce gli strumenti comunicativi del proprio tempo.